Donne HIV-positive, interventi efficaci per ridurre il rischio di trasmissione madre-figlio


immagine Donne HIV-positive, interventi efficaci per ridurre il rischio di trasmissione madre-figlioARS SEGNALA - 11/02/2013
Nel mondo le donne rappresentano il 50% dei circa 34 milioni di persone con HIV e molte sono donne in età riproduttiva. Prevenire la trasmissione madre-figlio è una priorità che anche l’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea nella propria strategia Global Health Sector Strategy on HIV/AIDS 2011-2015. I dati OMS indicano infatti che la trasmissione madre-figlio avviene nel 15-45% dei casi, mentre si riduce sensibilmente al di sotto del 5% con interventi efficaci.

La Cochrane Collaboration ha recentemente pubblicato una revisione sistematica che prende in esame alcuni interventi comportamentali per favorire l'uso dei contraccettivi nella pianificazione familiare delle donne HIV-positive. Le terapie antiretrovirali e la migliorata sopravvivenza permettono infatti a queste donne di poter diventare madri e i servizi di consulenza cercano di aiutarle a ridurre al minimo i rischi di trasmissione verticale madre-figlio.

Da oltre 2000 studi, gli autori ne hanno selezionati 7 (tutti svolti in Africa) rispondenti a criteri di qualità moderata. La revisione ha preso in esame studi randomizzati e non in cui veniva confrontato l’intervento di pianificazione familiare con altri interventi comportamentali, con i trattamenti tradizionali o nessun intervento in donne HIV-positive e non. In 3 studi, in cui il programma di pianificazione familiare era associato alla cura dell’HIV, i risultati hanno mostrato un aumento nel controllo delle nascite con metodi innovativi e alternativi al profilattico. Mentre nei restanti 4, in cui il gruppo di controllo era rappresentato da donne HIV-negative, i due gruppi non hanno presentato differenze nell’uso di metodologie contraccettive innovative.

Complessivamente gli autori, pur ribadendo la moderata qualità degli studi ed i bias presenti nelle ricerche, hanno messo in evidenza lo scarso numero di lavori in materia di consulenza per il controllo delle nascite nelle donne con HIV sottolineando la necessità di adottare programmi validati in grado di aiutare le donne a scegliere e utilizzare metodologie corrette e innovative.


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