Epatite, il killer silenzioso: per sconfiggere la malattia servono più consapevolezza e azioni concrete


immagine World Hepatitis Day 2014ARS NEWS - 28/07/2014
Nel mondo ogni anno muoiono di epatite quasi 1,5 milioni di persone: lo stesso numero che per l’HIV/AIDS. L’epatite è l’ottavo “grande killer” fra le malattie – è la principale causa di cancro al fegato - eppure viene troppo spesso trascurata e sottovalutata: per questo motivo dal 2010 l’Organizzazione mondiale di sanità (OMS) promuove questa Giornata mondiale e l’ha “elevata” a giornata ufficiale, una delle (sole) quattro giornate ufficiali dedicate specificatamente a singole malattie. Quest’anno in aprile l’OMS ha anche pubblicato le nuove raccomandazioni sull’epatite C e in maggio i delegati della World Health Assembly (Assemblea mondiale per la salute) hanno adottato una risoluzione per migliorare prevenzione, diagnosi e trattamento dell’epatite.

Obiettivi della giornata mondiale sono quelli di accrescere la consapevolezza generale sulla malattia – un “killer silenzioso” i cui sintomi passano spesso inosservati – e chiedere ai governi azioni specifiche: migliori programmi di prevenzione, screening e controllo dell’epatite e delle malattie correlate; una maggiore copertura vaccinale contro l’epatite B (integrando il vaccino nei programmi vaccinali nazionali); una risposta globale coordinata per sconfiggere la malattia.  Lo slogan di quest’anno è “Hepatitis: Think Again” proprio per sollecitare una maggiore attenzione e un cambiamento di atteggiamento. Perché maggiore attenzione? Perché l’epatite si può evitare se si è consapevoli dei rischi o comunque prevenire con i vaccini disponibili. Perché può essere opportunamente trattata con medicinali e ognuno deve poter avere accesso alle cure.   

Di più sull’epatite: cos’è, come si manifesta, come si contrae. Materiale informativo e linee guida OMS.
L'epatite è una malattia acuta o cronica del fegato, caratterizzata da alterazioni delle cellule epatiche e da infiammazione. La più frequente causa di epatiti è un’infezione virale. Sono 5 i diversi tipi di virus dell’epatite:  A, B, C, D ed  E.  In particolare, i tipi B e C portano ad una malattia cronica in centinaia di milioni di persone (240 milioni di persone nel mondo sono affetti in maniera cronica dal virus B dell’epatite e 150 milioni dal virus C) e sono la causa più comune di cirrosi e cancro al fegato. L’epatite A ed E è causata  tipicamente dall’ingestione di cibo o acqua contaminati. L’epatite B, C e D è invece di solito la conseguenza di un contatto con liquidi corporali infetti: la trasmissione avviene attraverso il sangue o i derivati del sangue infetti, procedure mediche invasive con apparecchiature contaminate oppure per trasmissione sessuale o perinatale (trasmissione madre-figlio alla nascita). Quest’ultima è più frequente, in assenza di prevenzione, nell’epatite B. Le infezioni di tipo acuto sono spesso asintomatiche o quasi, oppure possono anche presentarsi con sintomi quali itterizia (ingiallimento della cute e delle sclere oculari), urine scure, astenia, nausea, vomito e dolore addominale. Maggiori info possono essere recuperate nel materiale pubblicato dall’OMS: i factsheet (aggiornati a giugno 2014) sui singoli tipi di epatite;  le domande e risposte su Cos’è l’epatite e su Come si contrae l’epatite B; le nuove linee guida sull’epatite C e le altre pubblicazioni OMS sull’epatite.

I sistemi di monitoraggio e notifica delle epatiti in Italia e in Toscana
In Italia le epatiti virali acute vengono monitorate con due sistemi di notifica informatizzati - il Sistema informatizzato malattie infettive (SIMI) e il Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta (SEIEVA). Il controllo delle epatiti acute ha raggiunto dei buoni risultati grazie a questi sistemi, con cui  è possibile ottenere e divulgare i dati su queste patologie. Le forme croniche non prevedono invece ancora alcuna notifica e quindi sfuggono alle rilevazioni epidemiologiche. In molti casi, i pazienti cronici vengono a conoscenza dell’infezione in modo casuale, in occasione di controlli medici o per l’evoluzione della malattia, ma non risultano inseriti nei registri per gli acuti. Mentre le forme acute di epatite sono in progressiva diminuzione in Italia grazie al miglioramento del livello igienico e dell’introduzione della vaccinazione contro il virus B (avvenuta nel 1991), non conosciamo il dato di prevalenza delle forme croniche. L’Agenzia regionale di sanità della Toscana, in collaborazione con tutte le Unità operative toscane di Gastroenterologia, Epatologia e Malattie infettive, sta mettendo a punto proprio un sistema informatizzato di rilevazione epidemiologica dei casi di epatite cronica. Questo sistema – per il quale è già stata ideata una scheda clinica informatizzata per il monitoraggio clinico-epidemiologico - permetterà di avere un quadro completo sulla diffusione delle epatiti croniche in Toscana, con informazioni sui nuovi casi diagnosticati, sui casi già trattati e sui pazienti possibilmente eleggibili a terapia. Cosa non da poco visto che l’impatto delle epatiti virali sarà sicuramente importante per il Servizio sanitario nazionale nel prossimo futuro: sia per i cambiamenti epidemiologici legati anche ai flussi migratori, sia per i trattamenti antivirali con i farmaci di nuova generazione.

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