Tutela della maternità e IVG: pubblicata la relazione del ministero sulla legge 194


legge 194ARS SEGNALA - 23/09/2013
È disponibile sul sito del Ministero della salute la Relazione sull’attuazione della legge contenente le norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (legge n. 194/1978) presentata il 13 settembre scorso al Parlamento. La relazione contiene i dati preliminari relativi all’anno 2012, i dati definitivi del 2011 e le distribuzioni per regione dell’anno 2011.

Italia: i numeri del 2012
interruzioni volontarie di gravidanza (IVG)
  • 105.968 (dato provvisorio)
  • decremento del 4,9% rispetto al dato definitivo del 2011 (111.415 casi)
  • riduzione del 54,9% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’IVG (234.801 casi)
tasso di abortività volontaria
  • 7,8 per 1.000 donne in età feconda (15-49 anni)
  • flessione dell’1,8% rispetto al 2011 (8,0 per 1.000)
  • diminuzione del 54,7% rispetto al 1982 (17,2 per 1.000)
  • il valore italiano è tra i più bassi tra quelli osservati nei paesi industrializzati

Toscana: i numeri del 2012
interruzioni volontarie di gravidanza (IVG)
  • 7.121
  • decremento del 4,8% rispetto al dato del 2011 (7.479 casi)
tasso di abortività volontaria
  • 8,9 per 1.000 donne tra i 15 e i 49 anni
  • decremento del 1,6% rispetto all’anno precedente (9,1)
  • il tasso è superiore alla media nazionale mentre la media del centro Italia è stata di 8,7 per 1.000
  • la Toscana si colloca al settimo posto in Italia per ricorso all’IVG preceduta da Emilia Romagna (10,2), Liguria (9,9), Piemonte e Puglia (9,4), Lazio (9,2) e Umbria (9,0)

Donne straniere
  • nel 2011 la proporzione di IVG è pari al 34,3% del totale delle interruzioni volontarie praticate in Italia e il 44,2% in Toscana (44,4% nel 2012)
  • i tassi di abortività tra le donne provenienti dai paesi a forte pressione migratoria sono molto più elevati rispetto a quelli delle italiane seppur con una tendenza alla diminuzione

I dati confermano la tendenza nazionale e regionale alla diminuzione del ricorso all’IVG.
La promozione della procreazione responsabile rimane la modalità più importante ed efficace per la prevenzione dell’aborto. L’attività di informazione e counselling necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo sono più difficili e impegnative in donne con maggiore svantaggio sociale, e la condizione di immigrata è particolarmente rilevante in tal senso. Verso questa popolazione si impongono quindi specifici interventi di prevenzione che tengano conto anche delle loro diverse condizioni di vita, cultura e costumi.

A questo proposito nel 2010, il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del Ministero della Salute ha promosso e finanziato un progetto sulla prevenzione delle IVG tra le donne straniere.
Al progetto, coordinato dalla Regione Toscana, in collaborazione con l’ISS e l’Università degli Studi di Roma “Sapienza” e al quale hanno aderito 10 regioni, ha l’obiettivo di sperimentare un percorso formativo a cascata per i professionisti coinvolti nella prevenzione dell’IVG, secondo un tipo di approccio e organizzazione dei servizi che favorisca l’accesso e il coinvolgimento delle donne (in particolar modo quelle straniere) seguendo le indicazioni del Progetto Obiettivo Materno Infantile e promuovere una diffusa e capillare informazione per la popolazione immigrata anche attraverso il coinvolgimento delle comunità di donne immigrate.
Il progetto ha prodotto risultati incoraggianti, ad esempio miglioramenti nelle conoscenze delle donne straniere relative alla contraccezione ed alla procreazione responsabile e incrementi di circa il 15-20% delle donne che tornano ai consultori per il controllo post-IVG.

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