Impiego dei bifosfonati e rischio di complicanze gastrointestinali superiori


immagine bifosfonati complicanze gastrointestinaliARS NEWS - 23/05/2014
E’ stato recentemente pubblicato l’articolo “Oral bisphosphonates do not increase the risk of severe upper gastrointestinal complications: a nested case-control study” sulla rivista BMC Gastroenterology. La pubblicazione di questo studio rappresenta il raggiungimento di uno dei numerosi obiettivi del progetto BEST (Bisphosphonates Effectiveness-Safety Tradeoff) condotto con il coordinamento dell’ARS, negli anni 2010-2012 e finanziato da AIFA nell’ambito del bando di ricerca no-profit.

L’obiettivo dello studio consisteva nel verificare la potenziale associazione tra impiego di bifosfonati per via orale, farmaci principalmente utilizzati per il trattamento dell’osteoporosi, e l’insorgenza di complicanze gastro-enteriche superiori (Upper GastroIntestinal Complication - UGIC), alla luce delle contrastanti evidenze ad oggi disponibili nella letteratura medica internazionale relativamente a questo ambito clinico.

Lo studio è stato condotto impiegando 13 database italiani amministrativi di cui 4 regionali (Abruzzo, Emilia-Romagna, Marche e Toscana) e 9 appartenenti ad ASL (Caserta, Como, Gorizia, Latina, Lodi, Milano, Monza, Sondrio e Varese).
L’analisi, di tipo caso-controllo condotta in una coorte di 68970 pazienti di età >=45 anni e ricoverati per frattura osteoporotica nel periodo tra gennaio 2003 e dicembre 2005, ha individuato 807 casi di UGIC.
Questi ultimi sono stati appaiati con 20 controlli selezionati nella medesima coorte. L’esposizione all’uso dei bifosfonati è stata definita come “uso corrente” nei 30 giorni precedenti la data di insorgenza di UGIC e come “uso passato” per il periodo antecedente. Il non utilizzo è la categoria di riferimento per tutte le analisi.

Gli utilizzatori correnti riportavano un odds ratio (OR) aggiustato per tutti i confondenti pari a 0,86 (intervallo di confidenza (IC) al 95%: 0,60-1,22) che indicava un’assenza di associazione tra bifosfonati e UGIC. Anche gli utilizzatori passati non presentavano un aumento del rischio di UGIC rispetto ai non utilizzatori (OR=1,07; IC 95%: 0,80-1,44). Analoghi risultati si ottenevano anche quando l’esposizione ai bifosfonati era definita in base alla formulazione per assunzione giornaliera o settimanale.

Questo studio fornisce ulteriori evidenze a favore del profilo di sicurezza dei bifosfonati per quanto concerne l’apparato gastrointestinale. Questi farmaci sono comunque frequentemente impiegati in pazienti con osteoporosi, le cui caratteristiche, assieme all’età avanzata, includono la presenza di patologie e farmaci concomitanti. E’ sempre quindi da tenere in considerazione il potenziale rischio di UGIC qualora il trattamento con bifosfonati possa interagire con altre terapie farmacologiche o condizioni cliniche già esistenti.


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