Monitoraggio dell'epidemia da Covid-19 nella fase due: i risultati del report settimanale ISS

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6/7/2020
La fase 2 ha comportato un allentamento delle misure di lockdown attuate nel nostro Paese nel periodo compreso tra l’11 marzo e il 4 maggio 2020, in seguito all’epidemia responsabile di migliaia di casi di COVID-19.

Come previsto dal DM Salute del 30 aprile 2020 il Ministero della salute, l’Istituto superiore di sanità e le Regioni (che compongono la cabina di regia), allo scopo di accompagnare le misure di “riapertura”, hanno implementato uno strumento di monitoraggio dell’epidemia condiviso tra il livello nazionale e quello regionale. L’ausilio di dati epidemiologici e la capacità di rispondere in maniera precoce ad eventuali situazioni di allerta rivestono un ruolo fondamentale per i decisori politici nella scelta di proseguire con l’allentamento delle restrizioni o al contrario ritornare ad una situazione di maggior chiusura.

Questo sistema prevede l’inserimento delle informazioni relative ai casi di Covid-19 da parte delle Regioni, nello specifico da parte dei Servizi di igiene e sanità pubblica, all’interno di una piattaforma appositamente dedicata messa a disposizione dall'Istituto superiore di sanità (ISS). I dati sono elaborati dall'ISS e validati dalla cabina di regia, quindi aggregati in report condivisi e messi a disposizione delle Regioni.

Nei report, pubblicati settimanalmente, è possibile trovare una batteria di indicatori calcolati sui dati presenti nella piattaforma ISS. Il set si riferisce a tre gruppi di indicatori:
  1. indicatori di processo sulla qualità di monitoraggio - permettono una valutazione della completezza, disponibilità e tempestività dei dati; in altri termini descrivono il livello di affidabilità dei dati
  2. indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti - permettono una valutazione della capacità di accertamento diagnostico e gestione del contact tracing
  3. indicatori di risultato relativi alla stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari - permettono una valutazione delle condizioni di adeguatezza dei sistemi sanitari territoriali rispetto all’evoluzione dell’epidemia, fornendo indicazioni su nuovi casi, Rt (tasso di contagiosità dopo l'applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia), presenza di focolai, saturazione dei posti letto
Lo scenario nazionale
L’analisi dei dati è relativa al periodo 22-28 giugno 2020, successivo alla terza fase di riapertura avvenuta il 3 giugno 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, molti dei casi notificati in questa settimana hanno verosimilmente contratto l’infezione 2-3 settimane prima, cioè prevalentemente nella terza fase di riapertura (1-14 giugno 2020). Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti.

Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità, con un’incidenza cumulativa negli ultimi 14 gg (periodo 15/6-28/6) di 4.7 per 100.000 abitanti, in diminuzione. A livello nazionale, si osserva una lieve diminuzione nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Istituto superiore di sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, con Rt nazionale < 1, sebbene lo superi nel suo intervallo di confidenza maggiore.

In tutta la Penisola sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in alcune Regioni/PPAA. Tale riscontro in gran parte è dovuto all’ intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti. Tuttavia evidenzia come ancora l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa. Si conferma una situazione epidemiologica molto fluida.

Le stime Rt tendono a fluttuare in alcune Regioni/PPAA in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. Si osservano, pertanto, stime superiori ad 1 in Regioni dove si sono verificati recenti focolai. Persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali. Seppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri elevati di nuovi casi elevati. Occorre mantenere cautela in quanto in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante.

CONCLUSIONI
Le misure di lockdown in Italia hanno permesso un controllo efficace dell’infezione da SARS-CoV-2, ma persiste una trasmissione diffusa del virus che - quando si verificano condizioni favorevoli - provoca focolai anche di dimensioni rilevanti.

Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto, grazie alle attività di testing-tracing-tracking che permettono di interrompere potenziali catene di trasmissione sul nascere. La riduzione nei tempi tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi/isolamento permette una più tempestiva identificazione ed assistenza clinica delle persone che contraggono l’infezione.

Solo un numero ridotto di casi richiedono ospedalizzazione in quanto, per le caratteristiche della malattia COVID-19, solo una piccola proporzione del totale delle persone che contraggono il virus SARS-CoV-2 sviluppano quadri clinici più gravi. Questo risultato, atteso in base alla strategia adottata nella fase di transizione, permette di gestire la presenza del virus sul territorio, in condizioni di riapertura, senza sovraccaricare i servizi assistenziali.

La situazione descritta in questo report n. 7, relativa soprattutto alla prima metà di giugno 2020, è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA.

È necessario mantenere elevata l’attenzione e la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Le azioni di testing-tracing-tracking sono fondamentali per controllare la trasmissione ed identificare rapidamente e fronteggiare eventuali recrudescenze epidemiche.

Il quadro regionale: la Toscana
Gli indicatori calcolati e diffusi dall’Istituto superiore di sanità indicano nella nostra regione un’incidenza settimanale nel periodo 22-28 giugno 2020 di 0,91 casi ogni 100.000 abitanti, mentre la stima di Rt è 0.99 (CI: 0.44-1.89) [medio 14gg, casi: 26]. I casi totali con data prelievo/diagnosi nella settimana sono 34.

Il giudizio del sistema di monitoraggio implementato dall’Istituto superiore di sanità dà forte importanza al cosiddetto Rt. Questo parametro misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva: si definisce come l’indice di riproduzione della malattia misurato al tempo t e fornisce il numero medio di infezioni secondarie contratte da ciascun individuo infetto in una popolazione completamente suscettibile, ovvero mai venuta a contatto il patogeno. Un valore di Rt = 4 indica che in media un singolo malato infetterà 4 persone: tanto maggiore è questo parametro, tanto più elevato sarà il rischio di diffusione dell’epidemia. Un’epidemia può essere contenuta quando il valore di Rt è inferiore al valore 1. In questo momento è importante precisare che in Toscana, così come in quasi tutte le altre regioni italiane, i valori di Rt sono inferiori a questo valore, ma per la Toscana è stato calcolato dall’ISS in rialzo rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, anche se sempre inferiore al valore 1. Va ricordato che il trend recente dell’indice Rt oscilla molto perché è sensibile anche a variazioni di pochi casiconsiderate le numerosità attuali davvero basse ed è calcolato solo sui casi con sintomi.

I cluster familiari delle ultime settimane. In Toscana nelle ultime 2 settimane sono stati registrati 3 cluster familiari a Cortona (AR), Pian di Scò (AR) e Impruneta (FI): si tratta in totale di 18 persone straniere, provenienti da Paesi extra Schengen, per cui vige l'obbligo della quarantena, che rappresentano più del 40% dei nuovi casi registrati. Nella maggior parte dei casi si tratta di casi prodotti dal sovraffollamento familiare. Per scongiurare il moltiplicarsi di questo tipo di focolai domestici e gestire al meglio i casi di contagio intrafamiliare - considerato che in questi casi l'isolamento dei positivi è determinante - il presidente Enrico Rossi ha firmato una nuova ordinanza, l'ordinanza n. 71 del 4 luglio, intitolata "Ulteriori misure di contenimento del contagio in ambito familiare e abitativo". 

Con questa ordinanza si dà mandato ai sindaci di adottare provvedimenti per trasferire le persone positive negli alberghi sanitari, fino ad oggi possibile solo su base volontaria, in caso di sovraffollamento o di situazione logistica sfavorevole che non permetta una gestione in sicurezza dell'isolamento domiciliare, eliminando così una delle principali cause di trasmissione del virus. Per chi rifiuta sono previste sanzioni da 500 fino a 5.000 euro.  

L'ordinanza dispone anche che per tutti i contatti stretti delle persone colpite, familiari e non, saranno attivati controlli a tappeto, isolando e allontanando da casa via via tutti coloro che risulteranno positivi. Con l'ordinanza si dà anche mandato ai Dipartimenti della Prevenzione, nel caso di focolai da Covid-19 riconducibili a soggetti appartenenti a comunità di varie etnie presenti sul territorio, di potenziare il numero di test molecolari e sierologici per le persone di queste comunità (caratterizzate anche da alta mobilità all'interno del territorio regionale e ricche di momenti di incontro collettivi), in modo da tracciare e trattare tempestivamente tutti gli eventuali casi, anche attraverso un collegamento funzionale fra dipartimenti delle tre aree vaste toscane, così da raggiungere un controllo regionale del fenomeno e non solo locale.

CONCLUSIONI
Va comunque ricordato che un numero così limitato di nuove diagnosi, come quello attuale in Toscana, permette ai nostri servizi territoriali di intervenire prontamente per il trattamento dei nuovi casi e per la tracciatura e la diagnosi dei contatti. Tuttavia, come già detto, è fondamentale mantenere elevata l’attenzione anche fra la popolazione mettendo in atto le tre azioni fondamentali: lavarsi spesso le mani, mantenere il distanziamento tra persone, indossare la mascherina.


Consulta e scarica il report n. 7 Toscana per la settimana 22-28 giugno 2020



Per approfondire

Consulta e scarica i report di monitoraggio Toscana delle settimane precedenti:

  • Report n. 6 (settimana 15-21 giugno, dati aggiornati al 23 giugno 2020)
  • Report n. 5 (settimana 8-14 giugno 2020, dati aggiornati al 16 giugno 2020)
  • Report n. 4 (settimana 1-7 giugno 2020, dati aggiornati al 9 giugno 2020)
  • Report n. 3 (settimana 25-31 maggio 2020, dati aggiornati al 3 giugno)
  • Report n. 2 (settimana 18-24 maggio 2020, dati aggiornati al 26 maggio)
  • Report n. 0 (settimana 4-10 maggio 2020, dati aggiornati al 16 maggio)


Per aggiornamenti sull'epidemia da coronavirus, consulta anche la nostra sezione tematica:

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