Covid-19, l'andamento dell'epidemia nella AUSL Toscana centro

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9/6/2020
ANDAMENTO DELLA CURVA EPIDEMICA. Nel territorio della AUSL Toscana Centro l’andamento della curva epidemica, attualmente in fase di decrescita, non è stato uniforme. Mentre fino alla fine di marzo i tassi delle province di Firenze, Prato e Pistoia si equivalevano, in aprile la crescita dei casi nella provincia di Firenze l’ha portata al tasso più elevato (343 per 100.000 abitanti al 3 giugno). L’elevato tasso di positività nella provincia di Firenze è da considerarsi anche in relazione alla maggiore presenza di posti letto nelle residenze per anziani e di operatori sanitari, comunità che sono state particolarmente colpite dall’epidemia e che i servizi territoriali stanno sottoponendo a screening più accurato. La provincia di Prato è adesso al valore più basso (219 per 10.000), e il numero di casi di SARS-CoV-2 nella provincia di Pistoia è poco superiore a quello di Prato (231 per 10.000 abitanti).

CASI LIEVI E CASI GRAVI. La strategia di allargamento dell’offerta dei test diagnostici nel mese di aprile ha fatto emergere più casi asintomatici o pauci-sintomatici, che invece erano scarsamente rappresentati nel mese di marzo dove erano più frequenti i casi con stato clinico severo o critico. I soggetti meno gravi, ovvero gli asintomatici, i pauci-sintomatici e i pazienti con sintomatologia lieve insieme hanno rappresentato nella settimana 25-31 maggio il 69,4% del totale, mentre sono il 13,6% coloro che si trovano in uno stato clinico severo o critico. Pertanto attualmente sono i servizi territoriali ad essere maggiormente impegnati nella gestione dei casi COVID-19. Non è escluso si sia abbassata la carica virale grazie alle misure di distanziamento fisico e al lockdown.  La distribuzione degli stati clinici per genere rivela un aumento della gravità della malattia (severa o critica) al crescere dell’età, caratterizzato da valori per il genere maschile superiori a quelli registrati per il genere femminile.

ETÀ DEI CASI. L’età mediana dei soggetti risultati positivi a SARS-CoV-2 è di 62 anni per gli uomini e di 61 anni per le donne. La fascia di età in cui ricade la maggior parte dei casi è quella dei 55-64enni (17,7% dei casi di SARS-CoV-2), seguita da quella degli ultra84enni (16,6%), e quindi da quella dei 45-54enni (15,9% dei casi). Nella fascia di età 0-14 è stato rilevato appena l’1,1% dei casi totali.

LUOGO DEL CONTAGIO. Tra gli operatori sanitari, il contagio è avvenuto certamente in occasione di lavoro per l’80,1%, mentre solo per il 4,3% in famiglia; per tutti gli altri casi di infezione da SARS-CoV-2 per i quali è presente l’informazione relativa al luogo del contagio, per il 34,2% questo è avvenuto in una RSA, mentre un quarto si è contagiato in famiglia, il 2,8% in una struttura ospedaliera e il 2,8% sul lavoro.

Il 17,9% di tutti i soggetti trovati positivi per SARS- CoV-2 nella AUSL Toscana Centro sono operatori sanitari, a fronte di un valore medio nazionale del 12,1% e regionale del 16,1%. Si tratta di 822 operatori sanitari, il 72,3% dei quali donne, con un’età mediana di 48 anni. È opportuno sottolineare che la Toscana ha avviato a partire dal 21 aprile una massiccia campagna di screening basata sui test sierologici rivolta a diverse categorie professionali, tra cui gli operatori sanitari, che ha permesso di identificare positività in individui asintomatici che altrimenti non sarebbero emerse, infatti la prevalenza di ricovero negli operatori sanitari è stata del 12,3%, contro quasi il 42% nella popolazione generale.

NAZIONALITÀ DEI CASI. Gli stranieri sono 324, pari al 7,1% del totale dei casi per i quali è indicata la nazionalità. Le nazionalità più rappresentate sono, la peruviana, l’albanese e la rumena. Nella popolazione cinese, che rappresenta il 10,0% della popolazione generale nella provincia di Prato, il 2,3% di quella di Firenze, e lo 0,5% di quella di Pistoia, si sono registrati solo 3 casi di infezione.

RICOVERI. La disponibilità di posti letto sia dell’area medica che dell’area intensiva è sempre stata superiore ai posti letto occupati da degenti con COVID-19, anche grazie al fatto che le misure di distanziamento sociale e le limitazioni degli spostamenti dei cittadini sono state messe in atto in una fase dell’epidemia più precoce rispetto alle regioni del Nord. Complessivamente, dall’inizio dell’epidemia il 41,6% dei casi positivi a SARS-CoV-2 è stato ospedalizzato (la metà dei maschi e circa un terzo delle femmine).

DECESSI. Quasi il 90% dei decessi ha riguardato la popolazione ≥ 70 anni; le donne decedute per COVID-19 hanno un’età al decesso più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 87 - uomini 82).

Il tasso grezzo di mortalità per COVID-19 della AUSL Toscana Centro (31,6 ogni 100.000 ab.) è di poco superiore a quello della Toscana (28,3 per 100.000); Prato ha un tasso grezzo di mortalità (18,6 per 100.000) più basso rispetto a quello delle popolazioni di riferimento, mentre la provincia di Firenze presenta un valore più elevato (38,3 per 100.000 ab.) e il tasso di mortalità di Pistoia (27,4 per 100.000) è allineato a quello della Toscana. Per quanto riguarda le zone territoriali della AUSL Toscana Centro, i tassi di mortalità più elevati si registrano nella zona Fiorentina, 52,3 per 100.000 abitanti, seguito dalla Fiorentina Sud-Est con 47,7 ogni 100.000 abitanti e quindi dalla Pistoiese con 32,0 per 100.000.

Secondo i dati sulla mortalità generale per tutte le cause prodotti da ISTAT, la ASL Toscana Centro nel periodo 1 marzo-30 aprile del 2020 ha avuto un eccesso di mortalità per tutte le cause pari a circa il 16% rispetto al numero dei decessi dello stesso periodo del 2019, che rispetto alla media dei decessi occorsi nello stesso periodo nel quinquennio 2015-2019. Tuttavia, prendendo in considerazione il periodo 1 gennaio-30 aprile l’eccesso è solo dello 0,7%, sebbene in alcuni comuni i tassi di mortalità siano molto più elevati, anche per l’emergere di cluster infettivi di COVID-19 nei presidi ospedalieri e nelle strutture socio-sanitarie, con interessamento di gruppi di popolazione più vulnerabili. Il coronavirus può pertanto aver causato il decesso delle persone trovate in vita ma fragili, in particolare di quelle anziane portatrici di patologie croniche, determinando il fenomeno conosciuto come harvesting.


Per altri dettagli: consulta il Bollettino Covid-19 AUSL Toscana Centro 3 giugno 2020



Per approfondire

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