Andamento del nuovo coronavirus in Toscana: i report dell'ARS


3/7/2020
I report descrivono l'andamento dell'epidemia da nuovo coronavirus in Toscana.


 Rapporti Covid-19
 


Diffusione dell’epidemia da virus SARS-CoV-2 in Toscana: i punti chiave del report 3 luglio 2020

CASI.
Sono 324 i toscani attualmente positivi (3% della casistica totale), una parte dei quali (14 persone, 4,3%) ricoverata in ospedale. Un dato in diminuzione da oltre un mese, grazie al progressivo aumento dei pazienti che guariscono e alla costante diminuzione dei nuovi casi positivi. L’andamento dell’epidemia nelle province non è uniforme. Massa e Carrara e Lucca hanno mostrato finora un trend di crescita più rapido rispetto alle altre, seguite da Firenze, mentre le province meno colpite sono quelle di Livorno e Siena. In tutte le province il trend sembra aver esaurito la propria crescita.

DECESSI. 
L’andamento provinciale dei decessi risente di quanto osservato per i contagiati totali. La provincia di Massa e Carrara è stata finora la più colpita, seguita da Firenze, Lucca e Pistoia. Tutta l’area geografico-amministrativa Sud-est della Toscana è stata altresì meno interessata dal fenomeno. La letalità nella nostra regione è pari al 10,8% e si mantiene al di sotto della media nazionale (14,4%). La letalità nella ASL Toscana Sud-est è stata decisamente più bassa rispetto a quanto osservato nelle altre ASL.


SCENARI EPIDEMIOLOGICI. I nuovi casi giornalieri hanno raggiunto numerosità molto basse (5 mediamente nell’ultima settimana) e l’epidemia sembra tendere all’esaurimento anche dopo le due riaperture del 4 e 18 maggio. Attualmente su 1.000 persone sottoposte a tampone (compresi eventuali tamponi di controllo per guarigione dei malati), 3 risultano positive. La percentuale (0,3%) è diminuita nel tempo ed è ormai stabile su questi valori, coerentemente con l’esaurimento dell’epidemia.

RICOVERI. Incidenza, velocità di crescita della curva epidemica, percentuali di ricoverati e proporzione dei ricoveri in terapia intensiva variano notevolmente nelle tre aree vaste. Le ragioni di queste differenze sono probabilmente molteplici: struttura demografica della popolazione, densità abitativa, tempo d’insorgenza dei primi contagi, organizzazione della rete ospedaliera e territoriale, criteri per l’indagine epidemiologica. La situazione, aggiornata al 2 luglio, mostra come in ciascuna azienda la disponibilità di posti letto di intensiva e di area medica è molto superiore ai posti letto occupati da degenti con Covid-19. Focalizzandoci sulla terapia intensiva, rispetto alla capienza massima i letti occupati rappresentano una percentuale molto bassa: a livello complessivo regionale è in questo momento 2,4% (range 0 – 7,1). La progressiva riduzione di posti letto intensivi (90, al 2 luglio) e della riserva di espansione ha seguito la curva della domanda, garantendo in ogni momento ampia disponibilità di posti letto.


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