Nuovo coronavirus: ultime notizie e aggiornamenti


26/3/2020
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CASI, GUARIGIONI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Casi globali confermati
 

Consulta i dati in tempo quasi reale sul sito del Ministero della salute alla pagina Covid-19 - Situazione nel mondo 

L'11 marzo 2020 l'OMS ha confermato che
 la COVID-19 può essere caratterizzata come una pandemia e il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha precisato che si tratta della prima pandemia scatenata da un coronavirus. 

L'OMS ha precisato che descrivere la situazione come una pandemia non significa che dobbiamo arrenderci: dobbiamo invece raddoppiare gli sforzi perchè "questa pandemia è ancora controllabile". E ha
 chiesto a tutti i paesi di rafforzare le misure preventive, attivare la sorveglianza attiva, adoperarsi per individuare precocemente i casi, isolarli seguendo adeguate procedure gestionali e di contenimento, e rintracciare accuratamente i contatti stretti per prevenire l’ulteriore diffusione.

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Guarigioni
La dashboard Coronavirus COVID-19 Global Cases by Johns Hopkins riporta in tempo quasi reale anche il numero dei guariti a livello globale. 

Casi Europa
L'Europa è in questo momento l'area con i maggiori focolai epidemici. La  dashboard OMS dei casi coronavirus in Europa riporta l'ultimo aggiornamento disponibile. Maggiori info sulla situazione e le azioni in Europa nella sezione Coronavirus disease (COVID-19) outbreak sul sito OMS Europa. 

Casi Italia
Il primo caso di trasmissione secondaria in Italia si è verificato all'ospedale di Codogno il 18 febbraio 2020. La situazione è in evoluzione e in continuo aggiornamento. Gli aggiornamenti ufficiali sui numeri in Italia vengono diffusi dal Commissario per l'emergenza della Protezione civile Angelo Borrelli, ogni giorno alle ore 18:00. Consultali:

sul sito del Ministero della Salute alla pagina COVID-19 - Situazione in Italia  
- sul sito della Protezione civile nella dashboard COVID-19 Italia - Monitoraggio della situazione    
- sul sito Epicentro dell'Istituto superiore di sanità, consulta la pagina Sorveglianza integrata COVID-19: i principali dati nazionali con l'aggiornamento nazionale dei dati, l'appendice con i dettagli regionali e l'infografica giornaliera di riepilogo
 


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ORIGINE DELLA MALATTIA
Il 31 dicembre 2019 le autorità cinesi hanno segnalato un focolaio di polmonite di cause sconosciute nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Il 9 gennaio 2020 la task-force cinese grazie alle tecnologie molecolari ha isolato l’agente eziologico: un nuovo ceppo di coronavirus, denominato provvisoriamente 2019-nCoV, non identificato prima nell'uomo. Il 12 febbraio 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha identificato il nome definitivo della malattia in COVID-19, abbreviazione per coronavirus disease 2019. Nello stesso giorno la Commissione internazionale per la tassonomia dei virus (International Committee on Taxonomy of Viruses - ICTV) ha assegnato il nome definitivo al virusche causa la malattia: SARS-CoV2, sottolineando che si tratta di un virus simile a quello della SARS. 

LETALITA' (numero totale di decessi per una determinata malattia in rapporto al numero totale dei malati)
Da un'analisi dei dati finora disponibili risulta che il nuovo coronavirus ha un tasso di letalità sensibilmente inferiore rispetto a quello osservato per altri coronavirus come SARS e MERS, anche se la sua contagiosità è maggiore. La popolazione più a rischio sono gli anziani, in particolare coloro che hanno un sistema immunitario indebolito a causa di comorbosità (compresenza di altre malattie), o precedenti interventi chirurgici.  

LEGAME TRA SARS-CoV2 E ALTRI CORONAVIRUS 
Prove crescenti dimostrano il legame tra il SARS-CoV2 e altri coronavirus noti simili (CoV) circolanti nei pipistrelli, più precisamente quelli delle sottospecie di pipistrelli Rhinolophus. Queste sottospecie sono abbondanti e ampiamente presenti nella Cina meridionale e in tutta l'Asia, il Medio Oriente, l'Africa e l'Europa. Studi recenti indicano che sono stati identificati oltre 500 CoV nei pipistrelli in Cina. Tuttavia, rimane poco chiara la via di trasmissione verso gli uomini. I pipistrelli sono rari nei mercati della Cina, ma vengono cacciati e venduti direttamente ai ristoranti. L'ipotesi attuale più probabile è che un animale ospite intermedio, ancora da identificare, abbia svolto un ruolo nella trasmissione

CORONAVIRUS E CIBI CRUDI
Attraverso la rete internazionale delle autorità di sicurezza alimentare (INFOSAN), le autorità nazionali per la sicurezza alimentare sono alla ricerca di ulteriori informazioni in merito alla potenziale persistenza del virus SARS-CoV-2, che causa COVID-19, sugli alimenti venduti a livello internazionale, nonché il potenziale ruolo del cibo nella trasmissione del virus. Attualmente, sono in corso indagini per valutare la vitalità e il tempo di sopravvivenza del virus SARS-CoV-2. Come regola generale, il consumo di prodotti animali crudi o poco cotti dovrebbe essere evitato. In generale, i coronavirus sono termolabili, il che significa che sono sensibili alle normali temperature di cottura (70 ° C).Carne cruda, latte crudo o organi crudi di animali devono essere maneggiati con cura per evitare la contaminazione incrociata.

PERMANENZA CORONAVIRUS SULLE SUPERFICI

Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline del respiro delle persone infette, quando ad es. starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso. In base a informazioni preliminari il virus potrebbe sopravvivere alcune ore sulle superfici ma gli studi sono ancora in corso. “È assolutamente possibile che le goccioline di saliva cadendo su alcune superfici dei nostri ambienti familiari piuttosto che lavorativi per un po’ di tempo possano avere al loro interno delle cellule che albergano il virus - ha dichiarato il 16 marzo il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, durante la conferenza stampa in Protezione civile - “ma questa modalità di contagio è assolutamente marginale rispetto al contagio interumano”, ha sottolineato. 

Per prevenire l'infezione è comunque importante tenere pulite le superfici. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina). Occorre anche disinfettare sempre gli oggetti che si usano frequentemente (telefono cellulare, auricolari, microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore).

Per approfondimenti leggi 
l'articolo sul nostro portale Infezioni Obiettivo Zero: Persistenza del Coronavirus SARS-CoV-2 sulle superfici: un aggiornamento


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