Vaccini, la legge regionale toscana e l’indagine ARS


21/9/2018
A luglio 2017 è entrata in vigore la legge n. 119 che in Italia ha reso obbligatorie 10 vaccinazioni, prevedendo in caso di inadempienza l’impossibilità di accedere agli asili nido e alle scuole materne per i bambini tra 0 e 6 anni, e sanzioni economiche per i genitori di bambini e ragazzi tra 7 e 16 anni.

Il nuovo Governo, recentemente insediatosi nel nostro Paese, ha rimesso in discussione tale legge ed in particolare, durante la scorsa estate, il dibattito politico si è incentrato sulla possibilità di mantenere l’obbligatorietà del provvedimento solo in caso di “emergenze sanitarie”.

In questo contesto di incertezza, la Regione Toscana, lo scorso 14 settembre 2018 ha approvato la propria legge (LR 51/2018) in materia di prevenzione vaccinale per l’infanzia. E’ opportuno ricordare che la nostra regione, pochi mesi prima dell’introduzione della legge nazionale, stava già lavorando alla realizzazione di un provvedimento sull’obbligo delle vaccinazioni con lo scopo di riportare le coperture vaccinali, che negli ultimi anni avevano fatto registrare una costante e sensibile diminuzione, al di sopra della soglia del 95% raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”.

La legge regionale toscana ribadisce il rispetto degli obblighi vaccinali previsti dalla normativa statale in materia come requisito inderogabile per l’iscrizione annuale a:
  • nidi d’infanzia
  • servizi integrativi per la prima infanzia (quali spazi gioco e centri estivi)
  • scuola dell’infanzia
La legge regionale specifica che le informazioni sullo stato vaccinale dei bambini sono acquisite attraverso la procedura web di consultazione dell’anagrafe vaccinale regionale e, qualora risulti un’inadempienza, viene richiesto al genitore di fornire idonea documentazione (attestazione di avvenuta vaccinazione o richiesta di vaccinazione), come previsto dalla normativa nazionale (legge 119/2017 e successive circolari esplicative), affinché il proprio figlio possa continuare a frequentare le strutture scolastiche sopra elencate. La legge precisa che la vaccinazione può essere omessa o differita in caso di accertati pericoli concreti per la salute del minore in relazione a specifiche condizioni cliniche, come indicato dalla normativa nazionale.

La legge regionale toscana prevede infine il rafforzamento dei programmi di informazione e sensibilizzazione sui vaccini come strumento di prevenzione collettiva e della vaccino-vigilanza (monitoraggio degli eventi avversi).

La legge regionale n. 51/2018 in versione integrale può essere consultata sul BURT n. 40 del 14/09/2018 Parte prima e sul BURT n. 41 del 17/09/2018 Parte prima.

Sul tema delle vaccinazioni l’Agenzia regionale di sanità, già da alcuni mesi, ha promosso un’indagine rivolta ai genitori di bambini di età compresa tra 16 mesi e 6 anni compiuti, per conoscere i motivi che sono alla base della loro scelta di vaccinare o meno i propri figli. L’indagine sarà attiva fino a dicembre: i risultati saranno poi sintetizzati in un rapporto, che verrà pubblicato sul sito ARS all’inizio del 2019. Per partecipare all’indagine basta compilare il questionario on line.